I rifugiati scappano anche dall’Italia

Nel corso del 2012 si sta registrando un consistente calo di richiedenti asilo in Italia. Durante un’audizione in Parlamento, il Ministro dell’Interno ha confermato che le domande presentate sono poco più di 8.000 a fronte delle oltre 62.000 dello scorso anno.

Eppure gravi crisi umanitarie continuano a far scappare persone dall’Africa e dal Medio Oriente: basti pensare alle centinaia di migliaia di persone che sono fuggite dalla Siria.

Dove vanno i rifugiati? Quasi sempre in Paesi vicini al proprio, mentre in pochi raggiungono l’Italia e l’Europa.

Le ragioni sono sostanzialmente due. La prima è che le vie di accesso al nostro Paese sono ancora proibitive: in particolare dalla Libia è difficile raggiungere le nostre coste. Nonostante la caduta del regime di Gheddafi, le condizioni di vita per i migranti diretti in Europa sono drammatiche. Continuano i racconti di detenzioni irregolari, violenze in carcere, soprusi verso persone che pure scappano da guerre e conflitti. Il governo italiano ha stipulato accordi con la Libia che privilegiano la fermezza in materia di controllo delle frontiere alla tutela dei diritti di chi fugge. Non sono veri e propri respingimenti, ma gli effetti sono praticamente gli stessi.

Il secondo motivo del basso numero di richieste di asilo in Italia sono le pessime condizione di accoglienza che il sistema italiano è in grado di offrire. Basti pensare che, in una qualsiasi grande città italiana, una famiglia con bambini, anche molto piccoli, può aspettare mesi prima di ricevere un posto in accoglienza. Che ancora oggi sono innumerevoli le occupazioni irregolari di stabili da parte di persone che hanno ricevuto una protezione internazionale. O anche che, qualunque sia il titolo di studio conseguito da un rifugiato nel proprio Paese, in Italia deve ricominciare dalla scuola media.

Per non dire delle inefficienze burocratiche che rendono la procedura legale una gimcana complicatissima anche per le cose più semplici, come la consegna del permesso di soggiorno.

I rifugiati da sempre scappano dalla guerra. Da qualche tempo stanno alla larga anche dai Paesi dove comprendono di non essere trattati come persone che pure hanno subito traumi e violenze. Tra questi, ormai, anche l’Italia.

 

Berardino Guarino

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