Io ci sono. Come posso dare una mano?

Nelle parole conclusive del suo discorso al Centro Astalli, Papa Francesco, con semplicità e schiettezza, ha ricordato che accogliere e accompagnare i rifugiati non è un compito da lasciare a pochi specialisti. La fila che si snoda ogni pomeriggio a due passi da piazza Venezia, davanti alla porta verde di via degli Astalli 14a, non dovrebbe lasciare indifferenti. “Queste persone ci ricordano sofferenze e drammi dell’umanità”, ha detto il Papa, “Ma quella fila ci dice anche che fare qualcosa, adesso, tutti, è possibile. Basta bussare alla porta, e provare a dire: Io ci sono. Come posso dare una mano?”.

Non si tratta solo di far fronte a una necessità materiale. La sfida è più ambiziosa. Promuovendo insieme, come collettività, la dignità dei rifugiati riscopriamo il gusto di lottare per il bene comune, restituiamo sostanza alle relazioni tra persone che sono alle basi della nostra democrazia. Senza paura delle differenze, dunque, sono molte le opportunità di “dare una mano”.

Informati e informa. L’Italia è un Paese che non conosce i rifugiati, che non li distingue da tutti gli altri cittadini stranieri. I media non aiutano, facendo continuo riferimento – nonostante qualche progresso compiuto negli ultimi anni –  a emergenze, invasioni, clandestini e criminali. Da molti anni il Centro Astalli promuove nelle scuole dei progetti che danno l’opportunità di capire meglio e di contrastare i pregiudizi incontrando nelle classi rifugiati e persone di religioni diverse: una palestra di dialogo, che aiuta i più giovani a crescere in una prospettiva di apertura e di valorizzazione della diversità. Se sei un insegnante o un genitore, considera di proporre nella tua scuola questa esperienza.

Contribuisci, nel tuo piccolo, a risolvere un problema. Spesso siamo disposti a aiutare a distanza le persone e le famiglie meno fortunate. I rifugiati che vivono in Italia tra mille difficoltà sono i nostri vicini di casa. Anche un contributo economico modesto può rispondere a un bisogno molto concreto di uno di loro: un pasto caldo, un paio di occhiali, un farmaco non passato dal Servizio Sanitario Nazionale. Guarda la pagina della campagna “Io sostengo da vicino” sul sito www.centroastalli.it e troverai molte idee.

Partecipa. Se hai del tempo a disposizione, considera di dedicare del tempo al volontariato. È un modo concreto per aiutare e, soprattutto, un’occasione di incontrare dei rifugiati. Stabilire una relazione con loro è un’opportunità importante, per te e per la tua famiglia.

Chiara Peri

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s