L’Europa non è un club

Gli italiani sono stanchi dell’Europa? La sensazione è piuttosto che, in questa lunga stagione di crisi, gli italiani e gli europei in genere non riescano più a alzare lo sguardo.  Una politica esangue, che alterna liste sterili di “cose da fare” a messaggi allarmistici, non aiuta. Probabilmente la domanda sensata da porsi non è se vogliamo l’Europa, ma quale Europa vogliamo.

Il progetto della casa comune europea è nato dall’esperienza diretta della guerra.  Gli obiettivi, almeno sulla carta, sono chiari: la promozione della pace, dei suoi valori e del benessere dei suoi popoli. Quali sono i valori della pace? Alcuni sono esplicitati nei documenti fondamentali dell’Unione: tra gli altri, lo sviluppo sostenibile, la lotta contro l’esclusione sociale, la promozione della giustizia e della protezione sociale.

Nel 2000 l’Europa si è dotata di una Carta dei Diritti Fondamentali, condivisa da tutti gli Stati Membri. Oltre agli obiettivi, dunque, si è chiarito inequivocabilmente anche il modo in cui procedere per raggiungerli: porre la persona al centro di qualunque azione politica. Tali diritti non sono riservati ai cittadini dell’Unione: devono essere garantiti, com’è ovvio, a “tutti gli individui”.

“Il godimento di questi diritti”, conclude il preambolo della Carta dei Diritti Fondamentali, “fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri come pure della comunità umana e delle generazioni future”.

Non tanto lontano dai confini dell’Europa, il conflitto in Siria uccide e mette in fuga centinaia di migliaia di civili innocenti, con la stessa irrimediabile irrazionalità che gli europei hanno sperimentato sulla loro pelle durante la Seconda Guerra Mondiale. In Africa e in Medio Oriente conflitti vecchi e nuovi creano ogni giorno migliaia di rifugiati. Come esercita l’Unione Europea la propria responsabilità nei confronti di queste persone? I rapporti degli enti di tutela raccontano di respingimenti e abusi commessi regolarmente alle frontiere di una casa comune che sembra essere diventata un club esclusivo, una fortezza inespugnabile. Se vuole tenere fede ai suoi valori fondanti, l’Europa oggi più che mai è chiamata ad aprire le sue porte a chi cerca asilo.

 

Chiara Peri

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s