Mirra e i suoi figli in Congo

P1000224Li ha seguiti da lontano, sempre, per 12 anni, con tenacia e non senza difficoltà. Ha spedito la crema solare ogni mese per 12 anni, la crema per i suoi figli albini, in un paese in cui essere bianchi è un problema di pelle e tanto altro.

Di fatto non li ha mai lasciati. Sapeva ogni giorno come andavano a scuola, quali amici frequentavano e cosa mangiavano. Danielle e Josuè oggi frequentano la terza media e il liceo scientifico a Centocelle, nella periferia Est di Roma. Imparano velocemente l’italiano, a prendere la metro, a ritrovare una quotidianità di figli, interrotta troppo presto.

Arrivati tre settimane fa, dopo le lungaggini e i costi della procedura per il ricongiungimento familiare, “Un giorno saranno italiani” dice convinta Mirra, senza badare ai problemi di una legge ferma da troppo tempo in Parlamento.

Anche al Centro Astalli  siamo convinti che lo saranno. Una mamma rifugiata che ci ha messo 12 anni prima di poter riabbracciare i suoi figli non ha mai dubitato neanche per un momento che un giorno sarebbero arrivati. Mancanza di un lavoro, di un alloggio stabile, assenza di prospettive, Mirra ha scalato tutte queste montagne e molte altre, andando anche contro chi le sconsigliava di insistere.

Ha saputo aspettare. “Arriveranno quando starò bene, quando staremo bene insieme”. Ci ha parlato tutte le settimane, è riuscita a mantenere vivo un legame minato da violenze e persecuzioni. Ci è riuscita. All’aeroporto si sono riconosciuti, abbracciati, ritrovati. Due adolescenti congolesi catapultati in Italia. Oggi nei loro occhi non c’è smarrimento, non c’è sofferenza, c’è la consapevolezza con cui sono cresciuti, che un giorno sarebbero arrivati.

C’è riuscita Mirra, li ha portati qui, è stata ogni giorno madre di due figli dall’altra parte del mondo. C’è riuscita grazie alla sua di madre, forte matriarca, rimasta vedova giovanissima, che si è fatta carico dei nipoti e di tutto il dolore di una famiglia colpita da anni di guerra e dittatura. Una storia tra un milione in Congo.

Le madri in grembo, in braccio, per mano portano il futuro. Una madre ogni giorno salva il mondo. È così da più di 2.000 anni e Mirra questo lo ha sempre saputo!

Donatella Parisi

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