I CONFINI NON ESISTONO. ORA LO SAPPIAMO

In questo tempo di pandemia da coronavirus ci si barcamena tra informazioni più o meno approfondite sulla natura del virus, sulla sua modalità di contagio e diffusione, su sintomi e diagnosi, sulla prognosi della malattia, sulle misure di prevenzione e di contenimento. D’altra parte, invece, cominciamo a chiederci cosa il virus ci possa insegnare nella nostra vita di tutti i giorni, soprattutto a seguito degli effetti della pandemia e delle misure intraprese per contenerla. E allora si torna a ragionare sull’importanza delle relazioni, sul valore del tempo ma anche sugli effetti dei tagli alla sanità (nel nostro Paese e non solo) e sul non avere investito in questi anni a sufficienza nella ricerca.

Eppure credo che la lezione più grande che questa pandemia ci sta dando sia l’evidenza che in un mondo in cui c’è chi si ostina a costruire muri e barriere, la natura ci insegna che i confini non esistono.

Un virus microscopico ci ha dimostrato che il mondo è una casa comune in cui viviamo tutti interconnessi.

Le azioni di contenimento che si stanno mettendo in atto bloccando la circolazione delle persone, la loro socializzazione e mobilità, non offrono la chiave di interpretazione per capire quali cambiamenti apportare al nostro stile di vita e di conseguenza al mondo. Quelle prese finora sono solo misure temporanee che confermano che soltanto ragionando in termini di bene comune si vincerà la partita contro il coronavirus. Solo se si affronteranno con ragionevolezza e umanità anche il cambiamento climatico, le disuguaglianze del pianeta, le carestie e le guerre, conseguenze di ingiustizie evidenti, allora l’isolamento temporaneo diventa una misura necessaria per vincere e camminare insieme verso il domani.

Al contrario, invece, l’isolamento inteso come espressione della ricerca dell’interesse di una parte sul tutto è una logica perdente che porterà a una morte annunciata di cui il coronavirus è solo la prima causa, in ordine di tempo, con effetti nel breve periodo. La cura sta nel riconoscere la nostra umanità condivisa e nel riscoprirci prossimi e solidali. Investire nel bene comune significa oggi più che mai investire nel futuro.

Camillo Ripamonti sj

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