Imparare l’italiano: un viaggio che la pandemia ostacola ma non ferma

Al Centro Astalli la scuola di italiano è da sempre considerata un servizio di prima accoglienza, perché primaria è la necessità di comunicare ed entrare in relazione per gli studenti che la frequentano. Ogni anno richiedenti asilo e rifugiati si iscrivono a una dei corsi proposti per imparare l’italiano, migliorarlo, sostenere gli esami per la terza media o per la certificazione linguistica. Per molti di loro la scuola diventa ben presto più di un luogo dove imparare e studiare: laboratorio di inclusione, luogo di amicizia, per taluni persino casa dove trovare aiuto, sostegno e un po’ di calore. La scuola fa dei volontari il cardine dell’attività. Uomini e donne diversi per età, provenienza e percorsi di vita sono compagni di viaggio per studenti che si incamminano per la prima volta nella lingua e nella cultura italiana.

La pandemia Covid-19 non ha fermato le attività della scuola di italiano del Centro Astalli. Le lezioni sono continuate anche durante il periodo di lockdown, permettendo agli studenti di proseguire un’attività importante per la loro quotidianità. Questo ha portato a un grosso cambiamento a livello didattico. Per necessità le lezioni si sono svolte online tramite le più comuni piattaforme di videoconferenza. I primi tentativi di approccio non sono stati semplici ma grazie alla forza e alla determinazione dei volontari si è riuscito a diffondere un clima di vicinanza anche da lontano.
Riuscire a raggiungere un’utenza molto variegata in termini di possesso di competenze digitali ha costituito un importante scoglio di partenza da superare.
Gli studenti si sono dimostrati subito molto entusiasti e ricettivi. Si sono create lezioni interattive con video e giochi a distanza. Grazie alla collaborazione tra il Centro Astalli e il Palazzo delle Esposizioni a Roma,
gli studenti, partecipando a un laboratorio d’arte dedicato ai libri senza parole, si sono esercitati inventando storie sulle il­lustrazioni del libro senza parole “Viaggio” di Aaron Becker (Feltrinelli Kids) “che invita a immaginarsi un altrove oltre la porta che separa da una quotidianità monotona e color seppia”. I gruppi online hanno permesso di poter vivere meglio un periodo storico molto difficile per tutti e di rimanere vicini anche se fisicamente lontani.
Da settembre la sede della scuola di italiano presso il Centro Matteo Ricci ha riaperto le sue porte per le prime iscrizioni dei corsi in presenza e il 28 settembre le lezioni sono iniziate seguendo tutte le indicazioni di sicurezza anti Covid-19. Il primo giorno di scuola è sempre emozionante ma questo lo è stato molto di più: la ricchezza che si prova guardandosi negli occhi, la gioia di rivedersi in salute, la voglia di ripartire per continuare a costruire il proprio futuro. La speranza e la cura. Oggi più che mai camminare insieme ci rende più forti e procediamo, con passo deciso e attento, lettera dopo lettera, conquista dopo conquista, distanziati ma legati dalla voglia di vivere e di esserci gli uni per gli altri.

Alessandro Cinti
volontario in Servizio Civile

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