In cerca di valori comuni. Conversazione con Melania Mazzucco

Come si possono aiutare i ragazzi ad accostarsi a tematiche complesse e delicate come la mondialità, l’intercultura, le guerre nel mondo, le migrazioni?

La letteratura apre una straordinaria finestra sul mondo, per chi ha questa sensibilità. Leggere un libro è sempre un esercizio di immedesimazione: chi legge, e ancor più chi scrive, può diventare uomo, donna, bambino, migrante, soldato.
Inoltre i progetti di testimonianza sono un’opportunità preziosa. Penso a chi ha potuto ascoltare i testimoni dei campi di concentramento, una realtà che i ragazzi immaginano lontanissima (se non, addirittura, mai accaduta) e che invece tocca da vicino tutti noi. Incontrare faccia a faccia qualcuno che l’ha vissuta è un’esperienza che non si dimentica più. Oggi c’è l’opportunità, grazie ai progetti del Centro Astalli, di sentire raccontare le migrazioni forzate da chi le ha vissute in prima persona. Penso ai tanti giovanissimi afghani che arrivano in Italia: se un ragazzo ascolta un coetaneo che racconta storie come le loro, l’impatto è fortissimo.

Qual è secondo te la priorità per l’educazione, oggi?

La priorità è certamente l’educazione alla diversità. La conoscenza, prima di tutto, ma anche l’abitudine al confronto. Io da ragazza ho avuto la fortuna di viaggiare e di confrontarmi, anche in maniera accesa, con modi di concepire la vita molto diversi dai miei. Ricordo in particolare un viaggio in Iran e l’incontro con una donna che viveva la sua fede in modo molto rigido, persino aggressivo. È stata per me un’opportunità preziosa per riflettere su quali valori per me fossero veramente non negoziabili.

Ritieni che i giovani fatichino a trovare i loro valori?

Ho la sensazione che manchino, in Italia, i valori comuni, quelli in cui riconoscersi come cittadini. Assistendo alle elezioni americane, restiamo colpiti dal senso di identificazione che un cittadino degli Stati Uniti prova rispetto alla sua nazione, a prescindere dalla propria origine. In Italia, per motivazioni storiche e culturali, non abbiamo mai provato una profonda immedesimazione nei valori nazionali. Credo che oggi sia importante tessere questi valori fondanti, che devono essere ispirati all’apertura e al riconoscimento della pluralità, ma allo stesso tempo devono creare un terreno comune per tutti.

Chiara Peri

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